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Non si sa come scriverlo: salta la Stepchild Adoption nel ddl Cirinnà

Il Family Day o le divisioni all’interno della maggioranza non c’entrano nulla. Il motivo per il quale alla fine si è deciso di stralciare le norme sulla contestata Stepchild Adoption dal decreto legislativo della senatrice Cirinnà è molto più semplice di quanto si pensi: nessuno è stato capace di scrivere correttamente “Stepchild Adoption”. In un primo momento la stessa Senatrice firmataria del disegno di legge aveva sancito che l’adozione del figlio naturale del coniuge dovesse chiamarsi Stepciaild Adopscion. Una volta che poi il correttore automatico di Word ha sottolineato in rosso le due parole ci si è accorti dell’errore e a questo punto è subentrato il Ministro Boschi che ha azzardato uno Spetciaild Absorpscion ma anche in questo caso niente da fare. La parola è poi passata direttamente al premier Renzi che, come da sua abitudine quando parla inglese, ha impostato il mento come Mr Bean, strabuzzato gli occhi e sentenziato un sibilante Shishchild Adopshish. A questo punto visto che nessuno se l’è sentita di telefonare ad Enrico Letta si è preferito soprassedere e posticipare l’entrata in vigore di questa controversa norma alla prossima legislatura.

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